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2017

VIAGGIO IN BIELORUSSIA 2017
DIARIO DI BORDO

 

MINSK- GOMEL – MINSK

 

 

21-26 ottobre 2017

 

Renato

Giorgio

Patrizia

Martina

Люба

Roberto

Luisa 

Alessandro

Annachiara

Chiara

 

 21 ottobre 2017

CAPITOLO 1 - Che Topaia!

10.45 appuntamento Milano Malpensa – Check in 9 – compagnia aerea BELAVIA.

Compagnia fantastica. Tralasciamo il fatto che sia anche l’unica compagnia bielorussa esistente sulla terra. “Il pullman con le ali”, appellativo fornito dal nostro presidente ufficiale Giorgio, sfrutta al meglio le leggi della fisica. Probabilmente, prima di decollare, il pilota aveva  invocato lo spirito di Bernoulli (per chi  non lo sapesse è un fisico che ha studiato le leggi della aerodinamica) e magicamente l’aereo prende rumorosamente il volo verso Minsk.

Già durante il viaggio abbiamo  modo di venire a contatto con l’ accoglienza del popolo bielorusso. Ebbene sì : ci hanno offerto il pranzo…GRATIS. La Ryanair non offre neanche il caffè.

Il primo che dice che i Russi – Bielorussi ( vi informiamo che non è la stessa cosa) sono freddi, è freddamente invitato in queste terre a vedere con i propri occhi.

 

16.30 arrivo a Minsk. Холодно – freddo. Ammettiamo che lo sbalzo termico si è percepito, e non poco.

Una volta sbrigate le faccende burocratiche in aeroporto andiamo  incontro al nostro splendido, motivatissimo ma soprattutto  stacanovista ( Stachanov  a confronto era uno scansafatiche ) Andreij .

” 10 minuti e arrivo” dice  Andreij . 20 minuti dopo arriva il nostro eroe con il большой автобус – grande pullman  in compagnia della sua valletta bionda, il cui nome è ancora a noi ignoto – per comodità la chiameremo Masha ( come Masha e orso – chi ha orecchie per intendere intenda).

L’ atmosfera è perfetta. Medley di canzoni risalenti ad anni ancora da definire – abbiate pietà siamo nate nel ‘ 98, per noi J-Ax è già vecchio – intervallate da canzoni russe / bielorusse .

Guida del nostro amico Andreij molto delicata che concilia  il sonno.

Dopo 5 ore, 4 pisolini e qualche attraversamento pedonale in autostrada siamo arriviamo  a Gomel.

 

22.00 arrivo all’ hotel сож, location delle nostre prossime 2 notti. Salutiamo Masha e orso e ci dirigiamo alla nostra reggia.

Tutto sommato non possiamo lamentarci dell’ hotel, questa volta siamo davvero serie. Non tutti, però, sono dello stesso parere. Il nostro товарищ – compagno Renato, presidente morale dell’ associazione,  ha ripetuto una trentina di volte la stessa frase. ” che topaia ! “. Lascerà sicuramente una recensione molto positiva su Trip advisor.

Alla trentunesima ” che topaia ” abbiamo deciso che il сож sarebbe stato la nostra accogliente topaia solo per quest’ anno . ” Chi lascia la strada vecchia, sa quella che lascia ma non sa quella che trova ” ci permettiamo ancora una volta di citare le parole del nostro Renato.

 

23.30 Gomel by night. Passeggiatina notturna fino al circo della nostra città ospitante con la nostra fidata guida Renato. Non possiamo dire che non ci fosse nemmeno un cane. Il cane c’era. Uno. Ma c’era. Era anche particolarmente intelligente perché  ha avuto l’accortezza di attraversare la strada con il verde.

Dopo esserci spoilerate ( per gli over 30 significa anticipare)  per bene la città di Gomel torniamo alla topaia.

 

22 ottobre 2017

CAPITOLO 2 – La scuola sarà pronta a dicembre

8.45 incontro nella hall della topaia. Dopo essere arrivate in ritardo di ben 3 minuti ci incamminiamo  alla ricerca di un barettino in cui fare la  colazione dei campioni. Una volta arrivati a destinazione gustiamo  i nostri caffè e the ad una temperatura al limite dell’ ustione di terzo grado. Riscaldati  e pieni di energia torniamo alla topaia per incontrare la nostra interprete Liuba.

Nel frattempo il caro Andreij era lì ad aspettarci con un sorrisone stampato da un orecchio all’altro, questa volta senza Masha.

 

9.15 visita al parco di Gomel. Ancora una volta emerge l’accoglienza e la spontaneità del popolo bielorusso. Ad accoglierci c’è uno scoiattolo molto carino e con lui un simpatico vecchietto, il quale è subito pronto ad offrirci delle noci per dare da mangiare al piccolo animaletto. Ringraziamo e salutiamo i nostri nuovi amici e visitiamo il resto del parco.

 

10.00 partenza per il primo villaggio, Stolbun.

 

11.45 arrivo alla casa della cultura. Scesi dal pullman vediamo immediatamente un piccolo gruppo di bambini, le loro mamme e il direttore Leonid.

 

12.00 pranzo poco abbondante. Ancora una volta, chi crede che nei paesi dell’est si mangi male e non si venga accolti a dovere è freddamente invitato a partecipare ad un pranzo preparato dalle mamme bielorusse.

Il direttore apre le danze con il primo тост – brindisi a base di vodka o vino rosso. Precisiamo che il secondo brindisi è stato proposto dopo 10 minuti.

 

13.00 ci alziamo dal tavolo, anche se anticipiamo che ci sarà un secondo round.

Ci avviamo verso la scuola di Stolbun accompagnati dal direttore e da uno dei bambini, Danil, il quale chiameremo “Danil il Vandalo” in onore alle proprie  inclinazioni molto pacifiche.

La scuola, in realtà, è ancora in fase di costruzione. Tuttavia il direttore assicura che  verrà pronta entro dicembre. Su questa affermazione siamo rimasti molto perplessi e il nostro scetticismo non è diminuito dopo che abbiamo visitato l’interno della struttura.

Mancano ancora i contro soffitti, le scale, le imbiancature, i caloriferi e i mobili. Se entro dicembre sarà effettivamente pronta, promettiamo un bagno nell’ acqua gelata – radioattiva del fiume сож ( da notare il nome del fiume ).

C’è da dire, però, che la scuola sembra davvero accogliente e soprattutto spaziosa. Siamo sicure che i bambini si sentiranno a casa propria.

A proposito, vorremmo spezzare una lancia a favore della Bielorussia. Siamo rimaste profondamente colpite dall’attenzione riservata alla costruzione delle scuole. In ogni città o villaggio sono molto curate sia all’interno sia all’esterno, attrezzate ed arredate adeguatamente.

 

15.30 manca qualcosa, anzi qualcuno. Abbiamo perso Danil il vandalo durante la visita della scuola. Lo cerchiamo invano per qualche minuto fino a quando decidiamo di tornare, sperando fosse tornato indietro da solo.

 

16.00 Come volevasi dimostrare, Danil il vandalo si era stufato subito ed aveva deciso di andarsene senza avvisare nessuno. Lo troviamo, quindi,  alla casa della cultura bello sorridente e soddisfatto che ci corre incontro.

 

 

17.00 Come anticipato, veniamo invitati nuovamente a tavola per mangiare il dolce. Dopo la torta, i biscotti e i funghettini di cioccolato ( una specie di droga legalizzata che può provocare  facilmente dipendenza ) salutiamo a malincuore i bambini e ritorniamo a Gomel accompagnati ovviamente dal nostro fidato Andreij.

 

20.30 cena in un ristorante tipico sovietico in cui l’elemento più occidentale sono canzoni in inglese sottotitolate in russo.

Non a caso il ristorante viene soprannominato ” il Soviet “. All’ interno ci si può imbattere nel ritratto di Lenin almeno una decina di volte e la scritta CCCP si sarebbe potuta leggere persino sulla carta igienica.

La cena a base di specialità russe era molto gustosa e dopo un’ ora circa siamo pronti per rincasare, pronti per tornare alla topaia.

 

23 ottobre 2017

CAPITOLO 3 – что это burgugnao ?

 

 

Oramai possiamo risparmiare tutti i dettagli del risveglio e passare direttamente al momento in cui arriviamo al secondo villaggio : Pereliovka.

 

11.30 arrivo alla scuola di Pereliovka. All’ entrata c’è un gruppo di mamme e  la direttrice della scuola, i bambini, invece, sono tutti in classe.

La direttrice ci mostra la scuola e al termine della visita ci fanno accomodare in una classe convertita a sala da pranzo.

 

12.00 inizio del pranzo ancora meno abbondante di ieri. Pur essendo molto più piccola, la tavola è ancora più piena del giorno precedente. L’ atmosfera è davvero accogliente , semplice e senza troppi fronzoli. Riusciamo anche a comunicare con i bambini e i loro parenti, dopodiché decidiamo di uscire insieme a loro a giocare.

 

13.30 giochi in giardino. Ogni scuola, compresa quella di Pereliovka, ha all’ esterno delle attrezzature per fare ginnastica, si tratta più che altro di sbarre, travi e parallele costruite in metallo. Tutti questi elementi in successione potrebbero dar vita ad un addestramento militare, oppure semplicemente all’ ora di “fiscultura” – così come viene chiamata l’ ora di ginnastica in Bielorussia.

Ci intratteniamo qualche minuto con i bambini e ben presto iniziano a seguirci OVUNQUE.

Soddisfatte di aver conquistato la loro fiducia, giochiamo, cantiamo e balliamo insieme a loro ancora un po’ , ma soprattutto controlliamo che non si spacchino qualche osso.

Se un genitore italiano avessero visto  le acrobazie dei bambini, anche molto piccoli, sarebbero sicuramente sbiancati, oppure avrebbero iniziato a dare in escandescenza. Qua, fortunatamente, non funziona così, quindi cari genitori italiani datevi una calmata e lasciate giocare in pace i vostri figli.

 

15.30 что это burgugnao? Sicuramente vi starete chiedendo cosa sia questo burgugnao. Beh, non lo sappiamo nemmeno noi. L’invenzione è stata di Renato, ovviamente, quindi potete pure sbizzarrirvi ed immaginare ciò che volete.

La frase viene ripetuta in modo più che proporzionale alle volte in cui Renato è riuscito a dire “che topaia” in tre giorni ( fidatevi, sono tante ) ma per qualche strano motivo i bambini bielorussi, invece di dire burgugnao, dicono  burbugnao ; non che anche l’atra parola abbia molto senso, intendiamoci.

Ci incamminiamo alla ricerca del temutissimo burgugnao, ma in realtà incontriamo degli animali piuttosto comuni in Bielorussia: le capre.

Una di noi sta  per essere incornata, ma grazie alla grande agilità che ci contraddistingue, riusciamo a sfuggire all’attacco della capra.

 

16.46 con ancora più dispiacere salutiamo i bambini ed inizia una sfilza di baci e abbracci che non termina più. A fatica saliamo sul pullaman e continuiamo a sbracciarci fino a che non ci va un braccio in cancrena.

 

20.00 борщ – борщ – борщ . Per chi non lo avesse capito abbiamo mangiato la Borš. Si tratta di una zuppa buonissima a base di barbabietola, carne, patate, aneto, verdure e panna acida.

Ormai ci siamo lanciate con il cibo bielorusso/russo e qualche volta ci è venuto il sospetto che all’interno di qualche piatto potesse esserci la vodka, preferiamo, comunque,  rimanere con il dubbio.

 

 

22.00 “Dove state andando?”. Frase normalissima, chiunque potrebbe sentirla una decina di volte al giorno. Bene. Noi l’abbiamo sentita dalla polizia. Non aspettatevi atti vandalici o chissà cosa. Abbiamo semplicemente percorso 10 metri in strada senza camminare sul marciapiede.

Si sa che gli italiani, a volte, sono un po’ pigri e da buoni trasgressori ci siamo permessi di tagliare in mezzo alla strada vuota, e ci teniamo a sottolineare VUOTA, per evitare di circumnavigare un incrocio. Non riusciamo ancora a spiegarci come la polizia possa essere arrivata in modo così repentino, ma anche in questo caso ci piace rimanere con il dubbio.

 

 

24 ottobre 2017

CAPITOLO 4 – большое море

 

 

9.00 missione matrioške. E così è arrivato l’ultimo giorno a Gomel. Prima di salutare la città, tuttavia, abbiamo una missione da compiere: svaligiare un mercatino di artigianato bielorusso e con svaligiare intendiamo comprare, ovviamente.

In realtà noi non assistiamo al processo di contrattazione tra Giorgio, Martina e la sciüra che vende le matrioške perché preferiamo fare un giro per il mercato.

In particolare ci colpisce un’attività che sembra impegnare molte persone : il taglio del maiale.

Sconsigliamo caldamente ad un vegetariano – o peggio ancora ad un vegano – di ammirare questo spettacolo. Ma nessuno di noi è vegano, quindi, rimaniamo imbambolati  ad osservare i macellai con la mannaia intenti a sezionare questi maiali.

 

10.30 partenza per l’ultima scuola : Velikie Nemki.

 

12.00 arriviamo alla scuola ed ancora una volta ci accoglie il direttore. Seguiamo la solita prassi e visitiamo le aule. Probabilmente questa, tra le tre scuole, è la più bella. Colori, ampiezza, ordine, accoglienza. Sono questi gli elementi che caratterizzano la scuola di Velikie Nemki.

Riusciamo a vedere per poco i bambini perché non possono trattenersi a lungo. Siamo sicuri di incontrarli più tardi, perciò, siamo pronti a riempirci lo stomaco del terzo e ultimo abbondante pranzo preparato per noi.

 

13.30 fine delle lezioni. Ci alziamo da tavola ed incontriamo i bambini intenti a giocare con un transformer: un robot che si trasforma in macchina e viceversa. Ecco, loro erano rimasti alla fase “robot” e non riuscivano a far avvenire il passaggio “macchina”. Prendiamo a cuore questa causa e ci mettiamo all’opera. L’impresa sembra più ardua del previsto e chiamiamo i rinforzi. Alessandro, infatti, aveva  subito intuito che ci trovavamo in  большое море – alto mare (la traduzione non è proprio letterale) ed è corso in nostro aiuto. Ammettiamo di aver leggermente sottovalutato questo passaggio e ci impieghiamo almeno 30 minuti per raggiungere il nostro obiettivo.

Ben presto arrivano tutti gli altri bambini ed iniziano a sommergerci con i loro racconti e con le loro risate. In particolar modo siamo incuriosite da un aneddoto raccontatoci con enorme trasporto da alcuni di loro. La storia è tanto avvincente quanto inquietante. In effetti non capita tutti i giorni di andare a pescare e di infilzarsi la testa con l’amo. Anche questa volta preferiamo non indagare e rimanere con il dubbio che questa storia sia vera.

 

14.30 veniamo nuovamente  circondati dai bambini e ci dirigiamo all’aperto per giocare più in libertà. I bambini sono super entusiasti. Corrono, saltano, gridano, si arrampicano e noi non possiamo fare altro che lasciarci trascinare dalla loro esuberanza e spontaneità.

Uno di questi bambini gusta tranquillamente un gelato, come se ci fossero 30 °C. Peccato che ce ne sono zero. Come se non bastasse decide di levarsi la giacca (forse il gelato gli aveva  fatto venire caldo)  ma il grande tocco di classe è il cappello di lana in testa. Non si può dire che peccasse di originalità.

 

16.30 ennesimo saluto ai bambini. Per l’ultima volta salutiamo e ringraziamo tutti. Questa volta, però, percepiamo un po’ più di tristezza e di malinconia. Sappiamo che l’esperienza sta per volgere al termine e questo ci spiace molto.

Lasciamo definitivamente l’ultimo villaggio e cerchiamo di osservare il più possibile intorno a noi perché sappiamo che non ci ricapiterà tanto presto di rivedere un paesaggio del genere.

La destinazione, infatti, non è la topaia, ma il “Planeta” di Minsk.

 

18.30 pipì preventiva. Questo termine non è farina del nostro sacco, bensì di Patrizia. In effetti quando si affronta un viaggio molto lungo, non si può mai sapere quando la natura chiamerà. Bisogna sempre giocare d’anticipo. Convinte di lanciare un agguato alla nostra vescica veniamo clamorosamente deluse dalla scritta “fuori servizio” sulla porta del bagno dell’autogrill.

Ma noi non demordiamo. Andiamo fuori e svuotiamo il serbatoio. Peccato che la privacy non fosse garantita da una macchina che ad un certo punto ha deciso di puntare i suoi fanali su di noi.

Dopo questo piccolo incidente di percorso siamo pronte per affrontare il resto del viaggio.

 

22.30 arrivo a Minsk.

Salutiamo il grande Andreij, il quale non sembra particolarmente dispiaciuto di sbolognare i propri aguzzini in mezzo al parcheggio dell’hotel.

È vero, l’hotel non è nemmeno lontanamente paragonabile alla topaia, però bisogna sottolineare il fatto che le receptioniste non fossero molto “sul pezzo”. Diciamo che non brillavano di perspicacia e di elasticità mentale.

 

25 ottobre 2017

CAPITOLO 5 – nove  pazzi a Minsk

 

 

9.00 si parte per il tour de force. In effetti siamo consapevoli che ci aspetterà una bella giornatina.

La prima tappa è una chiesa ortodossa non lontana dal nostro hotel ed in seguito ci dirigiamo all’isola delle donne. Teatro, Parlamento, chiesa cristiana, università di pedagogia. Sono queste le tappe della mattinata. Non aspettatevi la maestosità e l’eleganza dei monumenti italiani perché non vi è paragone. Tuttavia non significa che non abbiano un proprio fascino. Lo stile è molto spoglio, senza fronzoli, insomma molto sovietico. Probabilmente degli edifici troppo elaborati e sfarzosi stonerebbero. Ci teniamo, tuttavia, ad informarvi che la città di Minsk è stata quasi completamente rasa al suolo dai tedeschi e per questo motivo è stata ricostruita sulla base del modello precedente.

 

13.30 il nostro primo viaggio in metro. Dobbiamo evidenziare il fatto che la metropolitana di Minsk sia piuttosto equivoca. Le linee sono due: la rossa e la blu. Peccato che entrambi i treni siano blu. Con questo ci teniamo a fare un appello al ministro dei trasporti bielorusso:

 

Caro Sig. ministro,

faccia cortesemente dipingere un treno di rosso per evitare spiacevoli sorprese, soprattutto per i turisti italiani che invece di leggere “ресторан” come “riestoran” leggono “pectopah”. Non pretenda che sappiano interpretare la metropolitana. Grazie.

 

14.30 visita alla biblioteca. La verità è che non vediamo nemmeno l’ombra di un libro. Strano, no ?

Purtroppo ci vuole del tempo per poter accedere all’interno della struttura a causa delle procedure per la sicurezza. Decidiamo, quindi, di andare sul retro e assaporare la vista di Minsk salendo in cima all’edificio tramite un grande ascensore trasparente. Il panorama è bellissimo, non ci troviamo di fronte allo skyline di New York, però la città è speciale a modo suo e rimaniamo molto soddisfatti.

 

15.30 il gruppo si divide. Noi proseguiamo il nostro tour insieme a Giorgio, Patrizia e Alessandro. Gli altri, invece, tornano in hotel. Camminiamo ancora più di un’ora e quando anche noi raggiungiamo gli altri, a mala pena riusciamo a reggerci sulle gambe.

 

18.30 pronti per uscire. Anche in questo caso il gruppo si divide. Noi ci rechiamo al grande teatro insieme a Renato ed Alessandro. Il resto dl gruppo assiste ad uno spettacolo al circo.

Il balletto si intitola “ la piccola morte”. È composto da tre atti apparentemente scollegati tra loro. Già dal primo atto percepiamo qualcosa di strano. Oltre a non scorgere la morte in nessuna forma, rimaniamo piuttosto dubbiose su quale possa essere il significato di certi movimenti.

La serata si fa via via più interessante e quello che era solo un dubbio si trasforma in un grande punto interrogativo. La nostra perplessità cresce di secondo in secondo. Iniziamo a ridere sempre di più, reazione del tutto inaspettata per una rappresentazione del genere, eppure il secondo e il terzo atto sono un crescendo di colpi di scena. I ballerini e le ballerine  sono praticamente nudi in scena e si lanciano in duetti a dir poco comici. Non ci dilunghiamo oltre nel descrivere tutti i particolari. Vi basti sapere che al termine dello spettacolo non riusciamo  a spiegarci cosa avessimo appena visto, ma soprattutto perché ci fosse piaciuto così tanto. Forse era concettualmente troppo difficile da comprendere per i nostri cervelli, oppure non c’era proprio nulla da capire.

 

22.00 ultima cena a Minsk. Non preoccupatevi, nessuno è stato crocifisso dopo questa serata.

Ci diamo dentro con i piatti tipici bielorussi. Mangiamo abbondantemente  pieni di buoni propositi per il giorno seguente:  “basta, a  casa dieta” oppure “ questa è l’ultima volta che mangio così tanto”.

Riusciamo magicamente a far bastare la cassa comune. In media abbiamo speso 40 euro a testa per colazioni e cene di 4/5 giorni. Mica male.

 

23.30 neve. Proprio così, mentre in Pianura Padana fa più caldo fuori che in casa, in Bielorussia nevica. Siamo talmente euforici alla vista di questo spettacolo che decidiamo di tornare in hotel a piedi per goderci fino in fondo gli ultimi attimi a Minsk. Quando ci ricapiterà altrimenti?

 

26 ottobre 2017

CAPITOLO 6 – dramma matrioške

 

 

0.00 TANTI AUGURI ALE! Sì, il nostro Alessandro compie gli anni e tutti noi, soprattutto Patrizia e Martina, siamo nel pieno della fase “chiusura delle valigie”. Credo che chiunque sarebbe leggermente preoccupato sapendo che deve incastrare nella propria valigia 50000 matrioske, 90 kg di cioccolato, 86 regali per le famiglie, 45 kg di miele radioattivo, qualche tazza di ceramica e 100 l di vodka. Ovviamente le quantità sono puramente casuali e frutto della fantasia delle autrici, ma sappiate che secondo la percezione di Patrizia, Martina e Giorgio non ci allontaniamo troppo da queste cifre.

Alla fine è avanzato persino spazio.

 

 

10.00 до свидания Bielorussia!

E così la nostra avventura volge al termine. Torneremo tutti alla nostra routine, ma con un bellissimo ricordo di questa esperienza.

 

RINGRAZIAMENTI

Ci teniamo a ringraziare soprattutto noi stesse per la stesura di questo libro perché se non fosse stato per noi non lo avrebbe fatto nessuno. Meno male che ci siamo noi.

 

Ovviamente era uno scherzo. È vero che abbiamo scritto noi il resoconto di tutta l’esperienza, ma tutto ciò non sarebbe stato possibile senza l’organizzazione minuziosa di questo viaggio. La persona a cui ci stiamo riferendo è un uomo che mette anima e cuore nell’associazione per i bambini di Cernobyl e che soprattutto lo fa con gioia e umiltà. Grazie Giorgio per esserti preso cura di tutti i dettagli e grazie ai nostri papà per aver fatto i bonifici prima della partenza.

 

Un grande ringraziamento a tutte le famiglie e ai bambini che ci hanno accolto calorosamente facendoci sentire come dei re. Ci scusiamo con tutti gli animali che sono stati ammazzati per poter cibare i nostri pancini e ringraziamo i contadini che hanno coltivato  le barbabietole necessarie a preparare tutti i litri di borš che ci siamo scolati.

 

Ringraziamo i direttori delle scuole e tutte le bidelle (il termine personale ATA è troppo formale per noi).

 

Un ringraziamento speciale va a tutti i partecipanti di questa avventura. Li citeremo tutti in ordine alfabetico per evitare di creare gerarchie.

 

Alessandro. Grazie per  tutte le risate che ci hai fatto fare durante questi giorni, le tue battute ci fanno ancora ridere a distanza di tempo. Grazie per tutte le volte che hai bussato alla nostra porta per darci una mossa e grazie alle tue consulenze giuridico-economiche.

Insisti con lo studio del russo, così l’anno prossimo potrai dire a Danil il vandalo di trovarsi un lavoro nella sua lingua.

 

Liuba. Grazie per averci fatto da interprete e da accompagnatrice e per aver avuto pazienza con un  gruppo di caciaroni come noi. Ti aspettiamo l’anno prossimo!

 

Luisa. Grazie per la tua disponibilità e gentilezza. Ogni volta che avevamo bisogno sapevamo di poter contare su di te. Abbiamo un debito di cicche con te paragonabile a quello della Banca Etruria. Ci sdebiteremo in qualche modo. Grazie perché non hai mai perso il sorriso, neanche quando ti davamo della persona “non più giovane”.

 

Martina. Grazie per aver tradotto delle frasi impossibili e probabilmente incomprensibili anche a un bielorusso. Sei stata fondamentale durante tutto il soggiorno e hai saputo darci moltissime dritte sui luoghi in cui mangiare e fare acquisti. Un grazie speciale per il balletto che hai prenotato per noi, fantastico!  Grazie soprattutto per la tua compagnia e la tua simpatia! Tutte le volte che hai scambiato opinioni in modo pacifico con il Renato, hai strappato una risata a noi. Grazie!

 

Patrizia. La nostra fisica. Grazie per la passione e l’entusiasmo che metti in tutto ciò che fai, persino quando devi fare la pipì preventiva. La tua energia ha travolto tutti. Grazie per aver dato una spiegazione scientifica a fenomeni incomprensibili a noi comuni mortali, ci  riferiamo soprattutto al Signor Bernoulli & Co. Grazie perché ti lanci in conversazioni impossibili in russo, perché non te ne frega se non sai le parole, ma fai di tutto per farti capire e comunicare con tutti. Grazie per  la generosità che tu e tuo marito mostrate ogni giorno per l’associazione e soprattutto per i bambini. La spontaneità con cui fate tutto ciò emerge da ogni poro della vostra pelle e non può che contagiare chi vi sta intorno. Ciò è dimostrato dal fatto che tutti i bambini e le loro famiglie si affezionano a voi e vi vogliono bene.

 

Roberto. Grazie per la tua simpatia e per il volume della tua voce,  a dir poco elevata. Hai contribuito a tenerci allegri per tutto il tempo, soprattutto grazie alle tue perle in dialetto brianzolo.

Grazie perché per te il ristorante sarà sempre “pectopah” e ogni volta che ci penseremo ci verrà da ridere.

 

Renato. Beh che dire. Il nome dice già tutto. Sei il veterano del gruppo, mentre noi siamo le ultime arrivate. Ci hai fatto sentire subito parte di una grande famiglia. La maggior parte dei crampi allo stomaco è dovuta alle risate che ci hai fatto fare tu. Le tue perle di saggezza ( tranquillo non le ripeteremo perché siamo in fascia protetta) ci accompagneranno per tutta la vita.

Grazie perché è da 17 anni che vai il Bielorussa ma non sai ancora se si dice “màlenki” o “malìnki”. Tu parli in dialetto sempre e comunque.

Grazie perché hai inventato il burgugnao e perché sei un omone gigante a cui però manca “la sua Mariangela”. Hai un cuore grande almeno quanto il tuo appetito e tutti i bambini non possono far altro che adorarti. Grazie per averci fatto da cicerone e soprattutto da nonno ( non nel senso che sei vecchio, eh ). Sei la roccia dell’associazione. Speriamo che tu possa fare altri 1000 viaggi in Bielorussia! Grazie!

 

 

Beh tutte le persone che non sono state citate ma si sentono prese in causa ci scuseranno, ma non possiamo sprecare troppa carta per scrivere una relazione, gli alberi sono importanti.

 

Ci teniamo anche a precisare che nessun cane o autista è stato maltrattato durante il soggiorno.

 

 

Ancora un спасибо большое a tutti!

 

 

 

 

Annachiara e Chiara