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2018

CAPITOLO 1 – VIAGGIO DI ANDATA

L’appuntamento per i 13 partecipanti è al terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa.

Si sente subito l’emozione: da una parte ci sono nuovi partecipanti, dall’altra chi ha già visitato la Bielorussia in più di un’occasione (e poi c’è Renato e le sue 18 volte..)

C’è la paura del freddo, il pericolo neve e il timore di non trovare tutti i nostri bambini nei villaggi perché la settimana del nostro viaggio coincide con la settimana di break per le scuole bielorusse.

Ci facciamo coraggio e partiamo: consegna bagagli, pranzo o colazione a seconda dei gusti e imbarco sul volo Belavia che ci porterà a Minsk.

Dopo qualche difficoltà nel ritiro bagagli (più di 1 ora di attesa) e relativo paragone agli aeroporti nostrani (“a Malpensa non succede mai”) ci accomodiamo sul nostro pulmino con annesso rimorchio valigie alla volta dell’hotel Orbita.

Ad accoglierci nella hall ci sono due “nostri bambini”, oggi ragazzini, con la loro mamma che accettano con grandi sorrisi e ringraziamenti i doni della loro famiglia italiana e contraccambiano il pensiero.

Ormai è tarda sera ma ci addentriamo comunque per le vie centrali della capitale bielorussa per la nostra prima cena, complice un clima insolitamente mite. Mite come il servizio del caffè Eliana che ci fa attendere la consueta ora e mezza (come le valigie all’aeroporto) per un piatto caldo.

I baristi (meno miti) si fanno perdonare offrendoci una spettacolare sambuca alla fiamma, che ci accompagnerà per quasi tutte le sere in terra bielorussa.

 

CAPITOLO 2 – VISITA DI MINSK

Sveglia di buon ora, rapida e leggerissima colazione all’hotel Orbita e subito ci incamminiamo verso la metropolitana che ci riporterà nel centro di Minsk per una visita guidata (Renato capogruppo).

Dopo una prima rapida passeggiata per la via principale il nostro gruppo si divide: Miriam, Martina e Eugenio si occupano dell’acquisto dell’artigianato locale, mentre il resto del gruppo procede la giornata “da turista”.

La prima tappa è una chiesa ortodossa seguita dall’isola delle madri con il meraviglioso monumento dedicato ai caduti di guerra, poi teatro, Parlamento, chiesa cristiana e università di pedagogia dove si è laureata la nostra “maestra” Irina.

Un partecipante rischia l’arresto per aver tentato un’arrampicata sulla statua di Lenin posta fuori dal Parlamento ma la razionalità del poliziotto bielorusso di guardia ha la meglio..

Il gruppo si riunisce di fronte al Parlamento all’ora di pranzo.

Incamminandoci verso il ristorante scorgiamo anche il circo, grandi passione dei bielorussi.

Il gruppo si divide anche dopo pranzo e se una parte di noi ritorna in centro per un po’ di shopping, altri visitano la maestosa biblioteca. Purtroppo la lunga coda, con il nostro poco tempo a disposizione, ci fa desistere dal visitare il bar posto in cima all’edificio, da cui si gode la vista su tutta la città.

Rientriamo in albergo e una volta chiusi i bagagli ci prepariamo per il lungo viaggio che ci porterà dai nostri “bambini” a Gomel.

Arriviamo a Gomel in tarda serata ma c’è comunque il tempo di una rapida cena in un fast food adiacente l’hotel Turist, nell’attesa, l’indomani, del vero cibo bielorusso.

 

CAPITOLO 3 – VISITA A STOLBUN

Sveglia sempre troppo presto ma con una grandissima energia perché ormai manca davvero poco per l’incontro con i nostri bambini.

Nella hall ci attende la meravigliosa Liuba con cui prima di recarci in visita alla prima scuola, quella di Stolbun, visitiamo la città di Gomel.

Gomel è la seconda città più importante della nazione e appare meno moderna, ma anche meno fredda della capitale. Tra immense strade e grandi palazzi trova spazio il parco della città: colori autunnali, viali pulitissimi e qualche scoiattolo a farci compagnia.

All’interno del parco c’è la chiesa ortodossa di St. John Battista che visitiamo dopo esserci coperte (noi donne) il capo, come vuole la religione ortodossa. E’ in corso la funzione religiosa ma possiamo comunque ammirare le icone dorate che la adornano.

Lasciamo la città e ci dirigiamo verso Stolbun, il primo dei tre villaggi che visiteremo.

La strada è per lo più un lunghissimo rettilineo, contornato da una rigogliosa vegetazione: betulle e querce a perdita d’occhio.

Purtroppo non si può evitare di dare uno sguardo ai cartelli che a bordo strada segnalano che la zona è radioattiva: Cernobyl del resto è a pochi chilometri da qui.

Il chiacchiericcio dei partecipanti fa capire che l’emozione si fa mano a mano più forte e dopo un’oretta di viaggio ecco apparire il villaggio di Stolbun.

All’ingresso della scuola il preside Leonid ci accoglie con un grande sorriso e ancora più grande è il sorriso dei nostri bambini e delle loro mamme.

E’ il momento di baci e abbracci, e qualche lacrimuccia.

Leonid ci tiene a mostrarci la scuola di Stolbun finalmente quasi finita dopo 5 anni di lavori, mancano solo da ultimare i laboratori di informatica, chimica e biologia.

Le aule sono grandi e accoglienti, così come la palestra dove incontriamo il maestro Sasha e alcuni bambini che giocano a pallavolo.

Ci riuniamo nello studio di Leonid dove Renato procede con le pratiche burocratiche e dove c’è un momento per le nostre domande e curiosità.

Finalmente è ora di pranzo! Vediamo le tavole imbandite con i tipici cibi bielorussi e ci accomodiamo insieme ai bambini e alle loro mamme che con la loro generosità hanno dato vita a questo delizioso momento.

Consegnati i regali dall’Italia ai bambini, e ricevuti i loro doni per le famiglie italiane, il pranzo inizia e procede tra brindisi e grandi sorrisi.

Alcuni di noi si incamminano verso le case dei bambini per un buon the, mentre altri restano a tavola a chiacchierare con le maestre.

Io mi reco alla casa di Roman, il bimbo che ho ospitato quest’anno. La casa è modesta ma ordinata e piena di vita, complice anche il coccolatissimo gatto di casa.

La mamma ci fa sentire subito a nostro agio tra tazze di the, fette di torta e foto di famiglia.

Il momento dei saluti arriva troppo presto; c’è ancora il tempo per una foto di gruppo come ricordo di questa bella giornata.

 

CAPITOLO 3 – VISITA A PERELIOVKA

Arriviamo alla mattina del secondo giorno di viaggio.

Prima di avviarci verso il villaggio di Pereliovka visitiamo il mercato coperto di Gomel, pittoresco e ricco di prodotti tipici bielorussi, perlopiù alimentari.

C’è il tempo per l’acquisto di altro artigianato locale e per alcuni di noi di piccoli souvenir di ricordo.

Dopo la consueta oretta di viaggio arriviamo alla scuola.

Tutti i bimbi ci aspettano nell’atrio di ingresso della scuola, felici ed eccitati dal nostro arrivo. La sempre gentilissima direttrice ci accoglie a braccia aperte.

Ci viene mostrata la scuola, più modesta di quella vista a Stolbun ma piena delle risate dei nostri bambini che ci seguono durante questo tour nelle classi.

Sbrigate le pratiche burocratiche (e lo scambio regali) è giunta l’ora di sedersi a tavola. Anche qui la tavola è imbandita di cibo: verdure e frutta, piatti tipici bielorussi, draniki e bliny, biscotti e cioccolatini.

Il pranzo viene allietato da canti e balli delle bambine, che ci informano di essere state selezionate per partecipare a un concorso a Minsk.

Finito il pranzo alcuni di noi fanno visita alle case dei bambini, altri optano per una passeggiata alla scoperta del villaggio. Le strade sono grandi e deserte, distese di prati coltivati a perdita d’occhio e lunghe schiere di casette in legno.

La moltitudine di zucche con il loro arancione acceso fanno da contrasto al grigiore del cielo che non ci ha mai abbandonato durante il nostro soggiorno.

Purtroppo il tempo scorre veloce, è ora di tornare all’albergo, ma prima ogni partecipante al viaggio viene omaggiato dalla direttrice di un dono come segno di ringraziamento per la nostra attività in Italia.

Ci ritroviamo per cena al ristorante Budma e come da tradizione ci raggiungono alcuni ragazzi venuti in Italia anni fa: Stiopa, Andrej, Yulia, Lilia, Palina e Zhenia. Li ritroviamo cresciuti e sempre più belli. Raccontano la loro vita, i loro studi e le loro ambizioni. Scattano i sorrisi al ricordo dei loro soggiorni in Italia.

 

CAPITOLO 4 – VISITA A VELIKIE NEMKI

Siamo arrivati all’ultimo vero giorno di questo viaggio, il giorno che ci porterà a visitare la scuola di Velikie Nemki.

Nella hall del nostro albergo ci attende Cristina, una ragazza bielorussa ospitata qualche anno fa da Giorgio e Patrizia. Cristina, che vive e lavora a Gomel si offre ogni anno come interprete aggiuntiva al gruppo, in aiuto a Liuba e a Martina.

Partiamo per il terzo e ultimo villaggio da visitare: Velikie Nemki.

Davanti alla scuola ci accolgono Irina e la sorellina. All’ingresso tutti i bambini schierati urlano un caloroso CIAO e la sottoscritta ahimè versa una lacrima.

Grandi saluti con il preside Vitali che riconosce alcuni di noi dai precedenti viaggi e ci ringrazia di questa nuova visita.

E’ sempre Vitali che dopo aver accettato il contributo della nostra associazione ci accompagna a visitare la scuola; partiamo dall’asilo nido dove una decina di piccolissimi bielorussi guarda gli “stranieri” prima con perplessità poi con grandi sorrisi (a noi o al pacco di caramelle???)

Lo scambio dei regali avviene nella sala adibita agli spettacoli. I nostri bambini siedono ansiosi di ricevere il loro dono e di lasciare il loro regalo per la famiglia italiana.

Ci riuniamo con le mamme e pranziamo tutti insieme, assaggiamo la tipica zuppa “Borsch” con patate e barbabietole. Inutile dire che anche oggi la tavola è imbandita!

Non si può negare che la vodka riempie i nostri bicchieri ma aiuta a sciogliere l’emozione e a superare la barriera linguistica.

Nel tardo pomeriggio ripartiamo verso Minsk non prima di aver salutato le preziosissime Liuba e Cristina (omaggiate con marmellata e chili di miele locale) che anche quest’anno hanno aiutato il gruppo a dialogare con i bimbi e le loro famiglie e a farci conoscere la vita quotidiana in Bielorussia.

Il viaggio sembra infinito, ci avvolge un totale buio e inizia già ad affiorare la malinconia.

E’ ormai tarda sera quando ritorniamo all’hotel Orbita di Minsk per la nostra ultima notte in terra bielorussa. E’ il momento di salutare il nostro fidato autista Kostantin che ci ha accompagnato in questi giorni con grande disponibilità e estrema pazienza anche di fronte alle nostre sbadataggini (vedi regali dimenticati in scuole/alberghi). Nonostante la freddezza tipica degli uomini bielorussi ci saluta con calore e regala un abbraccio per tutti.

Ma non è ancora giunta l’ora di riposarsi; siamo letteralmente sommersi dai regali ricevuti e la questione “chiusura valigia” ci ruba almeno un paio d’ore di sonno.

 

CAPITOLO 5 – RITORNO A CASA

La sveglia decisamente all’alba accompagna il nostro viaggio verso l’aeroporto per il ritorno a casa.

Abbiamo il tempo per un ultimo sguardo su Minsk che appare sempre più una grande capitale europea, con altissimi e nuovi palazzi di vetro, nuovi centri commerciali e un gran via vai di pendolari diretti al lavoro.

Atterrati a Malpensa ritiriamo la nostra valigia carichissima dei regali che i nostri bambini hanno donato alla loro famiglia italiana, carica dell’artigianato con cui speriamo e vogliamo far continuare questa meravigliosa associazione, carica dei sorrisi dei nostri bambini, carica della riconoscenza delle loro famiglie, carica di ricordi che porteremo sempre con noi.

Valentina

 

Con la partecipazione di:

Carlo

Eugenio

Ferruccio

Franco

Gabriele

Luisa

Mariangela

Martina

Miriam

Patrizia

Roberto

Guest star: Renato Colombo nel ruolo di capogruppo, capobanda, guida turista, navigatore (per la gioia di Kostantin), interprete dialetto brianzolo/bielorusso, attento commentatore.